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"Per aspera ad astra"

"La più sorprendente scoperta che ho fatto subito dopo aver compiuto sessantacinque anni è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare""

Frase pronunciata da Toni Servillo alias Jep Gambardella nel film "La Grande bellezza"


 


LE VIE DELLA SETA

Le vie della seta, lungo le quali sono passate merci, tecniche, idee e religioni, sono il simbolo del legame tra Oriente e Occidente. Ripercorrendole dalla Cina all'Italia, scopriamo la complessità degli scambi che sono passati lungo questo tragitto e l'infinita varietà di paesaggi e culture che essa attraversa. Due mondi e due diverse concezioni di rapporti, che un prezioso filo di seta ha permesso si scoprissero. Fu dalla Grecia che l'Italia ricevette il ricco dono della seta, che al tempo degli imperatori romani si vendeva a peso d'oro. La Grecia ne era debitrice ai Persiani e questi ultimi confessarono che fu dalla Cina che originariamente appresero la conoscenza dei bachi da seta e l'arte di allevarli. Sarebbe difficile trovare altrove tracce remote, quanto quelle cinesi, in cui si faccia menzione della seta. I più antichi scrittori di questo impero ne attribuiscono la scoperta ad una delle mogli dell'imperatore Hoang Ti, chiamata Si Ling. Da allora la fantasia degli artisti si è illuminata per valorizzare ulteriormente un sì prezioso tessuto. Nel corso dei secoli sono state elaborate diverse tecniche ed ognuna trova, ancora oggi applicazioni ed ammiratori. Le principali tecniche per decorare le stoffe a mano sono tre. Il "BATIK A CALDO" è un'antichissima tecnica di decorazione di stoffe. Per essere precisi il termine tecnico è "disegno ottenuto a mezzo di cera calda". E' un modo di ornamentare che nasce molti secoli fa nei paesi orientali e viene utilizzata soprattutto in Tailandia, Indonesia, Sud dell'India e anche in Africa. Il disegno ottenuto con questa tecnica ha la particolarità che alcune parti della stoffa sono "riparate a cera" per non assorbire il colore e creare così le varie componenti del dipinto. Le stoffe prevalentemente utilizzate sono la stoffa bianca di seta pura, lino, batista, cotone. Il "BATIK A CALDO", anche detto "BATIK classico", utilizza le preziosissime stoffe "da rito", ricche di sfumature di tre colori naturali: blu (Indigo), marrone e il bianco del tessuto usato. Ancora oggi non è raro in Tailandia ammirare i preziosissimi abiti di seta sfoggiati nelle cerimonie ufficiali da personaggi pubblici e ricchi signori.
Un'altra tecnica è il "BATIK A FREDDO", detta anche "tecnica SERTI" o "tecnica dei contorni". Si utilizza la gutta (una gomma diluita con solvente, liquida e densa) che viene applicata con cura a linee fini sul tessuto. E' questa una tecnica moderna perchè basata su gomme e diluenti.
Per finire c'è la "TECNICA DELL'ACQUERELLO" che richiama gli antichi dipinti cinesi e giapponesi. Richiede tracce "leggere" e "sicure" al tempo stesso, colori tenui e trasparenti per non far perdere la brillantezza della seta pura.


 
         

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